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	<description>Viaggio in Etiopia di Pietro Lamprati</description>
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		<title>La controversa figura di Hailé Selassié I</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;imperatore d&#8217;Etiopia Hailé Selassié è una delle figure più celebri e discusse della recente storia africana. Non è facile dare un giudizio esauriente ed oggettivo. Cercherò di riassumere in breve la sua vita proponendo alcune analisi frutto della lettura di più testi,  dallo studio della storie africana ed etiope e da un recente viaggio in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=230&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;imperatore d&#8217;Etiopia Hailé Selassié è una delle figure più celebri e discusse della recente storia africana. Non è facile dare un giudizio esauriente ed oggettivo. Cercherò di riassumere in breve la sua vita proponendo alcune analisi frutto della lettura di più testi,  dallo studio della storie africana ed etiope e da un recente viaggio in &#8220;abissinia&#8221;.</p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/32/Selassie_restored.jpg"><img class="alignleft" title="selassiè" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/32/Selassie_restored.jpg" alt="" width="213" height="278" /></a>Tafari Maconnen, questo i suo vero nome sale al trono imperiale nel <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Selassie_on_Time_Magazine_cover_1930.jpg" target="_blank">1930 con il nome di Hailé Selassié</a>. Le cronache riportano che tramò la sua ascesa contro il cugino Ligg Jasu allora reggente dopo Menelik II. La congiura era stata ordita con l&#8217;accordo di Italia, Franca ed Gran Bretagna con la scusa di una non confermata conversione dell&#8217;imperatore all&#8217;Islam. Dopo un periodo di co-reggenza insieme all&#8217;imperatrice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zewditu_I" target="_blank">Zauditù</a> (figlia di Menelik II) durato fino al 1930, con una suntuosissima incoronazione, Ras Tafari diventa l&#8217;Imperatore Hailé Selassié I, duecentoventicinquesimo discendente della dinastia Salomonica. La cerimonia attira centinaia di dignitari da tutto il mondo e segna un momento fondamentale nella storia del movimento rastafariano e di tutti i fenomeni culturali che vanno sotto il nome di etiopismo.<span id="more-230"></span></p>
<p><img class="alignleft" title="incoronazione selassiè" src="http://bp3.blogger.com/_hVJTIDInUwk/R3QXtd041tI/AAAAAAAAAI0/d6pz6v-oAe4/s400/Haile+Selassie+Coronation+1930.jpg" alt="" width="244" height="400" />In neo imperatore pur mantenendo intatta la struttura feudale di ripartizione del potere attraverso le secolari relazioni tra la classe notabile, inizia una nuova stagione di riforme che porteranno il paese a uscire dal secolare isolamento internazionale e dalla medioevale struttura economica. Già prima della sua incoronazione era riuscito a far ammettere l&#8217;Etiopia alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_delle_Nazioni" target="_blank">Società delle Nazioni</a> nel 1923 come unico paese africano quando ancora i membi erano poco più di venti. L&#8217;ammodernamento dello stato così come l&#8217;apertura internazinale, rappresenano due solide ed oggettive ragioni di merito: sebbene Tafari fosse molto giovane (diventa imperatore a 38 anni ma come abbiamo visto già a 22 è reggente), aveva capito l&#8217;importanza di un riconoscimento internazionale ufficiale dopo quello implicito della vittoria di Adua sulle truppe italiane che dall&#8217;Eritrea avevano tentato l&#8217;invasione nel 1898.</p>
<p>Dal 1923 in avanti sarano decine i viaggi compiuti in tutto il mondo. Su invito dei vari governi Ras Tafari fa visita in Gran Bretagna, Francia, Italia, Egitto, Belgio, Lussemburgo e Grecia convinto di poter spiegare finalmente le ragioni dell&#8217;Etiopia ai grandi della terra e di poter stringere con loro importanti accordi economici e politici. Non bisogna infatti dimenticare che egli rappresenta l&#8217;unico stato indipendente  del continente (insieme alla Liberia ma dalla storia competamente diversa). Dal 1885 data della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Berlino,_1885" target="_blank">Conferenza di Berlino</a> e della c.d. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scramble_for_Africa" target="_blank">spartizione dell&#8217;Africa</a>, l&#8217;Etiopia rimane fuori dalle carte dei colonizzatori. Già respinta l&#8217;invasione italiana ad Adua, il giovane reggente sa quanto precaria sia la condizione d&#8217;indipendenza in un quadro che vede tutto il continente sotto il potere coloniale degli stati europei. (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:ColonialAfrica.png">vedi mappa</a>)</p>
<p><img class="alignleft" title="italiani in etiopia" src="http://digilander.libero.it/fiammecremisi/dopoguerra1/immagini/etiopia8.jpg" alt="" width="265" height="174" />Nel 1936 lo slancio riformistico del giovane imperatore viene bruscamente interrotto dall&#8217;invasione dell&#8217;italia fascista. A nulla sono serviti gli appelli alla Società delle Nazioni che sanzionano blandamente Mussolini e che sostanzialmente danno il via libera alla conquista con il tacito accordo di Francia e Gran Bretagna. Anche in questa occasione l&#8217;imperatore Selassié dimostrò una non comune abilità diplomatica ed una lungimiranza da illuminato statista. Nella contesa con l&#8217;Italia che riguardava una questione di confini tra l&#8217;Eritrea Italiana e l&#8217;Etiopia (già all&#8217;epoca dimostrata come una scusa in cui Mussolini ingiustamente rivendicava territori etiopi), Selassié utilizza ogni possibile canale ivi compresa la diplomazia ecclesiastica per evitare il conflitto.<a href="http://www.blackpast.org/files/blackpast_images/Selassie__Halie.jpg"><img class="alignleft" title="Selassiè alla SdN" src="http://www.blackpast.org/files/blackpast_images/Selassie__Halie.jpg" alt="" width="265" height="238" /></a> L&#8217;appello alla SdN del 1935 insieme allo storico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/War_%28Bob_Marley%29" target="_blank">discorso del 1963 alle Nazioni Unite</a> sono due delle numerosissime dimostrazioni dela statura politica con cui da subito si presentò sulla scena diplomatica internazionale.</p>
<p>Dopo gli unitili tentativi di resistenza all&#8217;avanzata italiana (il generale Badoglio con l&#8217;autorizzazione di Mussolini utilizzò in più occasioni le letali bombe all&#8217;iprite, gas  vietati dalla convenzione di Ginevra del 1925), l&#8217;Imperatore è costretto suo malgrado a scappare in treno a Gibuti dove lo attende una nave inglese che lo porterà prima in Israele e poi a Bath, il suo esilio.</p>
<p>Seguirà l&#8217;avanzata dell&#8217;esercito invasore da questa piccola località inglese in cui il governo di sua maestà gli concede una modesta residenza. Continuerà ad appellarsi alla SdN senza risultati fino allo scoppio della prima guerra mondiale quando, con l&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia co<img class="alignright" title="selassie e churcill" src="http://www.blackpast.org/files/blackpast_images/Sir_Winston_Churchill__1954__Leonard_Mosley_.jpg" alt="" width="264" height="186" />ntro Francia ed Inghilterra, la sua posizine di Imperatore in esilio verrà sapientemente sfruttata da Churcill. Nel 1940 verrà armato di un afficentissimo reparto di soldati chiamato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gideon_Force" target="_blank">Gideon Force</a>, volerà in Sudan a Kartoum ed inizierà la riconquista dell&#8217;Etiopia che si concluderà nel 1941.</p>
<p><img class="alignleft" title="selassiè rientra ad addis " src="http://www.lasecondaguerramondiale.it/images/imgfoto/africa_o2_11.jpg" alt="" width="243" height="134" />E&#8217; chiaro che dal suo trionfale ingresso in Addis Abeba il 5 Maggio 1941, L&#8217;Imperatore Selassié, godette di una infinita stima sconfinante nell&#8217;adorazione da parte di tutta la nazione. Aveva liberato l&#8217;Etiopia dall&#8217;invasore e ridato prestigio alla corona imperiale come mai prima. Per percorrere l&#8217;ultimo chilometro di strada fino al palazzo imperiale (trasformato in seguito in sede universitaria e museo) il convoglio impiegava più di un&#8217;ora attraverso una folla in delirio. Finalmente giunto l&#8217;Imperatore non perdeva occasione per un breve discorso che rimarrà celebre:</p>
<p><em>&#8220;Poichè oggi è un giorno di felicità per tutti noi, dal momento che abbiamo battuto il nemico, rallegriamoci nello spirito di Cristo. Non ripagate dunque il male con il male. Non vi macchiate di atti di crudeltà, così come ha fatto sino allultimo istante il vostro avversario. State attenti a non guastare il buon nome dell&#8217;Etiopia. Prenderemo le armi al nemico e lo lasceremo ritornare a casa per la stessa via dalla quale è venuto.&#8221;</em></p>
<p>Gli anni successivi, con l&#8217;annessione dell&#8217;Eritrea (fino ad allora italiana) alla fine della II guerra Mondiale, rappresentno l&#8217;apogeo del regno di Selassié. Il successo segue una rafforzata posizione internazionale che lo porta a viaggiare sempre di più ed a intrattenere relazioni sempre più strette sia con i paesi occidentali che con i vicini africani. Completò l&#8217;ammodernamento dello stato dotandolo della prima costituzione nel 1955. La fondazione dell&#8217;Unione Africana del 196o rappresenta forse il momento di maggior prestigio della sua intera carriera: Addis Abeba diventa metaforicamente la capitale del continente, essendo la prima sede del&#8217;UA. Ma è anche l&#8217;anno del primo colpo di stato a cui seguiranno altri da qui al 1974.</p>
<p>Dopo i mille successi ottenuti fino alla fine degli ani 50, inizia una fase della vita di Selassié e dell&#8217;Etiopia che verrà ricordata con meno enfasi e che getterà ombre sul governo dell&#8217;Imperatore. Sebbene l&#8217;Etiopia venga seguita dai media internazionali con ammirazione, il sovrano sia corteggiato dai reggenti di tutto il mondo e l&#8217;indipendenza sia presa ad esempio dalle nazioni vicine che man mano aspirano e raggiungono lo stesso stato, il malcontento della popolazione etiope cresce sempre più rivendicando riforme democratiche. La politica riformista di Selassié infatti, sebbene innovatrice, tese a non cambiare la società etiope che era sostanzialmente regolata da sistemi feudali in cui nobili e dignitari gestivano il potere concesso direttamente dall&#8217;imperatore. Quest&#8217;ultimo inoltre gestiva direttamente la giustizia in maniera assolutamente arbitraria, favorendo i propri fedeli in base a logiche di potere. Viveva corcondato da una corte che non aveva nula da invidiare a quelle europee del 700: se da una parte poteva essere giustificabile nell&#8217;Etiopia del 1930, lo era molto meno negli ani 60.</p>
<p>La politica di riforme prudenti in ambito sociale e fondiario poneva le basi nell&#8217;estrema frammentazione del potere: una delle abilità riconosciute a Selassié fu sempre quella di gestire sapientemente le velleità espansionistiche dei vari Ras a cui affidava il governo delle province (anche se spesso fu costretto ad utilizzare l&#8217;esercito ed a repriere le rivolte nel sangue).</p>
<p><img class="alignleft" title="sellasiè nel suo palazzo" src="http://www.masters-of-photography.com/images/full/newman/newman_selassie.jpg" alt="" width="254" height="323" />Con l&#8217;apertura internazionale degli scambi, l&#8217;invio di studenti all&#8217;estero, la modernizzazione del paese e la conessione alla rete di telecomunicazioni che aeva isolato il paese per secoli, si ampliarono le sacche di malcontento che mal sopportavano la dispotica gestione del potere da parte dellImperatore. Complotti e colpi di stato militare rischiarono di cambiare la forma monarchica dello stato e sebbene repressi con durezza essi rapprsentarono un campanello d&#8217;allarme a cui Selassié non seppe rispondere adeguatamente. Ma più di tutto all&#8217;offuscamento dell&#8217;immagine di sovrano illuminato contribuì la carestia nella regione Wallo del 1973. Interi villaggi morirono di fame senza che il governo dell&#8217;Imperatore prendesse urgenti provvedimenti. Un famoso reportage di Jonathan  Dimbleby dela BBC, &#8220;Ethiopia, the hidden famine&#8221; (Etiopia, la carestia nascosta), fece vedere al mondo immagini di morte e desolazione. Questo episodio insieme alla alla spietata repressione dei movimenti indipendentistici dell&#8217;Eritrea rappresentano il momento più basso della parabola umana di Selassié.</p>
<p>Le foto dei suntuosi banchetti a palazzo in contrapposizione alla carestia delle regioni periferiche dell&#8217;impero furono massicciamente utilizzate dai cospiratori del futuro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Derg" target="_blank">DERG</a>, il regime di stampo marxista-leninista, che prese il potere con un colpo di stato nel 1974. Sebbene i segnali di importanti cabiamenti nel paese come rivolte militari e manifestazioni studentesche fossero ormai all&#8217;ordine del giorno, negli ultimi mesi prededenti al putsch, l&#8217;Imperatore si rifiutò di porvi rimedio concedendo maggiori libertà o abdicando. Del Boca nel suo saggio storico-biografico sula figura del Negus, riporta come in molti, vicini al&#8217;Imperatore, abbiamo tentato di smuoverlo dal suo immobilismo ma senza successo. A questo punto non è chiaro se fosse pienamente in possesso delle sue facoltà mentali o il prolungato esecizio del potere assoluto ed il distacco tra la sua condizione e la realtà non gli abbiamo permesso una reazione efficace in tempi utili. A nulla infatti valsero i tentativi di concessioni a maggiori libertà o il rimpasto di governo dell&#8217;ultimissimo periodo di reggenza. La rivoluzione era ormai in atto e non conosceva sosta. Ma sebbene la rivoluzione incontrasse i favori della maggior parte della popolazione L&#8217;imperatore possedeva ancora un ascendente troppo potente sulla popolazione ed i membri del DERG non ebbero l&#8217;ardire di eliminare subito l&#8217;anziano sovrano. Una campagna di propaganda dipinse l&#8217;Imperatore come un impostore, possessore di immense ricchezze trafugate all&#8217;estero e colpevole di aver ignorato la carestia del Wallo dalla sua dorata residenza di Addis Abeba.</p>
<p>Il 12 settembre 1974 venne ufficialmente deposto nel giorno in cui prendeva il potere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menghistu" target="_blank">Mengistu Haile Mariam</a>. Il 25 agosto 1975 veniva data notizia della morte dell&#8217;Imperatore: come si seppe in seguito era stato soffocato nel sonno e sepolto in un luogo segreto per evitare fenomeni di colto popolare.</p>
<p>Così conclude Del Boca, il suo appassionante ritratto ne &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788842083108/del-boca-angelo/negus-vita-morte.html" target="_blank">Il Negus, vita e morte dell&#8217;ultimo Re dei Re</a>&#8220;</p>
<p><em>&#8220;Hailè Selassiè ha sicuramente commesso molti errori durante il suo lunghissimo regno, primo fra tuttimquelo di essere stato sempre in bilico tra riforma e conservazione, senza mai operare una scelta definitiva. Ma la rivoluzione che lo ha travolto nel nome della libertà e del progresso si è rivelata cento volte più infausta del suo regime; ha causato danni irreparabili; l&#8217;ha sprofondata in una guerra civile che Hailè Selassiè aveva sempre cercato di scongiurare; ha accellerato, anzichè bloccare il processo di disgregazione del paese. (&#8230;)</em></p>
<p><em>Qualunque sia il guidizio finale su Hailè Selassiè, la sua figura merita rispetto e considerazione. E&#8217; impossibile provare un senso di grande ammirazione e di riconoscenza verso l&#8217;uomo che il 30 giugno 1936, dalla tribuna ginevrina della Società delle Nazioni, denunciava al mondo i crimini del fascismo e avvertiva che l&#8217;Etiopia non sarebbe stata che la prima vittima di quella funesta ideologia. Per questo suo messaggio, malauguratamente non ascoltato, gli siamo un pò tutti debitori.&#8221;</em></p>
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		<title>Italiani Brava Gente</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In risposta a chi asserisce che la politica coloniale italiana sia stata &#8220;buona&#8221;, pubblico &#8220;Italiani Brava Gente&#8221;, documentario trasmesso su La7, in cui si cerca di indagare su crimini di guerra del regime fascista di Mussolini mai ufficialmente annunciati sui media, e dei quali la gente sembra non avere consapevolezza.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=216&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a chi asserisce che la politica coloniale italiana sia stata &#8220;buona&#8221;, pubblico &#8220;Italiani Brava Gente&#8221;, documentario trasmesso su La7, in cui si cerca di indagare su crimini di guerra del regime fascista di Mussolini mai ufficialmente annunciati sui media, e dei quali la gente sembra non avere consapevolezza.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradizion.wordpress.com/2009/12/23/italiani-brava-gente/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hLDy2nLqoG0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradizion.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradizion.wordpress.com/216/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=216&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Storia siamo noi. Guerra d&#8217;Etiopia</title>
		<link>http://terradizion.wordpress.com/2009/10/22/la-storia-siamo-noi-guerra-detiopia/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 12:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dal 1929 il governo fascista di Benito Mussolini dà inizio al progetto di conquistare un “proprio posto al sole” sulla scia di Gran Bretagna e Francia: l’aspirazione del duce è, in altre parole, quella di avviare una politica imperialista che sia in grado di dare lustro al regime, di conquistare terre ricche di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=211&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-213" title="la-storia-siamo-noi" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/10/la-storia-siamo-noi.jpg?w=150&#038;h=120" alt="la-storia-siamo-noi" width="150" height="120" />A partire dal 1929 il governo fascista di Benito Mussolini dà inizio al progetto di conquistare un “proprio posto al sole” sulla scia di Gran Bretagna e Francia: l’aspirazione del duce è, in altre parole, quella di avviare una politica imperialista che sia in grado di dare lustro al regime, di conquistare terre ricche di risorse naturali, di ricostruire un impero sullo stile del grande impero romano.<br />
Guarda il video<br />
<a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=1680">La Storia siamo noi</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradizion.wordpress.com/211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradizion.wordpress.com/211/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=211&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>finisce qua</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 13:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Piove, piove d&#8217;autunno quando a Torino si vuole condanare l&#8217;estate ad una capitolazione definitiva. Vabbè. Apro il mio taccuino per sistemare gli appunti &#8220;etiopi&#8221;. Spuntano le cartoline che ho comprato nei piccoli aeroporti del paese: la cascata sul Nilo, i castelli di Gondar, la festa del Timkat. Mi accorgo ora di non essere ancora tornato. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=158&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><img class="size-medium wp-image-164 alignleft" title="torino" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/torino.jpg?w=300&#038;h=200" alt="torino" width="300" height="200" />Piove, piove d&#8217;autunno quando a Torino si vuole condanare l&#8217;estate ad una capitolazione definitiva.<br />
Vabbè.<br />
Apro il mio taccuino per sistemare gli appunti &#8220;etiopi&#8221;. Spuntano le cartoline che ho comprato nei piccoli aeroporti del paese: la cascata sul Nilo, i castelli di Gondar, la festa del Timkat. Mi accorgo ora di non essere ancora tornato. Ma si sa, con i viaggi, si parte prima e si arriva dopo.<br />
C&#8217;era un tempo in cui misuravo la felicità in base al numero di carte d&#8217;imbarco collezionate. Confondevo vita e viaggio cercando il futuro di questo mix in qualche territorio d&#8217;oltremare. Sembra strano ma è vero: a volte ci va più coraggio a star fermi, a non partire.<span id="more-158"></span><br />
Da quel frenetico fuggire mi è rimasta la passione per le differenze dei mondi. Comprendere le ragioni della diversità, attraversare gi ambienti per capire meglio il mio. E&#8217; un piacere lieve, a volte fisicamente pesante, a volte negativamente sconvolgente che mi lascia con la testa piena di domande senza risposta.<br />
Questa mattina mi lascia leggero, al tavolo di un bar, nonostante questa triste giornata &#8220;sabauda&#8221; di pioggia. Guardo fuori e so che mi toccherà tornare &#8220;a casa&#8221;, &#8220;al mio mondo&#8221;. Ma va bene così.<br />
Pago il caffè ed esco.<br />
Il mio viaggio in Etiopia finisce qui.<br />
Alla prox.<br />
PietroPS 1: ringrazio chi mi ha seguito, supportato e aiutato &#8220;de visu&#8221; e on-line.<br />
PS 2: prossima destinazione LIBIA</p>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradizion.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradizion.wordpress.com/158/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=158&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Etiopia: typical dinner free</title>
		<link>http://terradizion.wordpress.com/2009/09/29/etiopia-typical-dinner-free/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 13:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Lamprati Temevo il suo arrivo anche se non ero sicuro sarebbe arrivata. Questa volta nessuno ne aveva parlato ancora. Io ne avitavo l&#8217;argomento per scongiurarne l&#8217;arrivo, ma qualcosa mi diceva che anche questa volta me l&#8217;avrebbero organizzata. Ma puntuale come la Lufthansa l&#8217;ultimo giorno di viaggio è arivata la maledettissima CENA TIPICA!! Nooooooooooo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=152&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-176 aligncenter" title="TDF" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/tdf1.jpg?w=510" alt="TDF"   /></p>
<p><em>di Pietro Lamprati</em><br />
Temevo il suo arrivo anche se non ero sicuro sarebbe arrivata. Questa volta nessuno ne aveva parlato ancora. Io ne avitavo l&#8217;argomento per scongiurarne l&#8217;arrivo, ma qualcosa mi diceva che anche questa volta me l&#8217;avrebbero organizzata.<br />
Ma puntuale come la Lufthansa l&#8217;ultimo giorno di viaggio è arivata la maledettissima CENA TIPICA!!<br />
Nooooooooooo.<br />
Ne ho fatte a decine ed a decine ho tentato di evitarne dalla Spagna alla Tunisia, dalla Grecia all&#8217;Iran sono tutte uguali. Ogni agenzia corrispondente sembra non possa rinunciare a questo pacchianissimo siparietto in cui improbabili tradizioni locali si fondono a pesantissimi piatti.<span id="more-152"></span><br />
La situazione in genere si ripete. In una grande sala sono stipati come polli, pallidi occidentali, le cameriere sono vestite in abiti tradizionali (che di solito non mette più nessuno in tutto il paese) come pure gli scoglionatissimi suonatori. Imbracciano antichi chitarroni mentre un paio di ballerine si dimenano sorridenti sul palco. In mezzo a questa festosa atmosfera vengono serviti i più famosi piatti tradizionali che nella migliore delle ipotesi ti faranno compagnia sullo stomaco nel&#8217;interminabile volo di ritorno. Non rimane che bere e cercare di dimenticare questa pagliacciata dal sapore post coloniale che tutti sembrano apprezzare tantissimo<br />
Nelle versioni più tamarre per destinazioni di massa, con l&#8217;aumentare del tasso alcolico, aumenta l&#8217;audacia dei rubicondi turisti che improvvisano la loro versione di ballo locale, ciondolando di qua e di la. I nord europei, che in quanto a tamarri competono con quelli nostri d&#8217;espatrio, hanno in genere le bronze più comiche con audaci tentativi di approccio alle povere cameriere.<br />
Etiopia: stessa scena, stessa pantomina, ma almeno questa volta non si mangia per terra che si sa, in altri paesi, &#8220;fa molto tipico&#8221;. Osservo la scena e mi chiedo perchè? Sono le 21.30, alle 24.00 devo prendere un volo intercontinentale che, dio non voglia, potrebbe essere pieno a tappo. Perchè stare qui a soffrire? Cosè questa rappresentazione tipica che con la cultura locale non c&#8217;entra nulla? Il &#8220;tipico&#8221; è giusto qui fuori, per la strada mentre qua dentro è in corso una finzione dozzinale, impaccettata, bella e pulita per evitare che si possa uscire con qualche domanda in più.<br />
Mi alzo e me ne vado.</p>
<p>Propongo quindi una mozione internazionale per l&#8217;eliminazione della &#8220;cena tipica&#8221; dai programmi di viaggio. Eliminiamo queata inutile tortura!<br />
&#8220;Dillo anche tu al tuo agente di viaggio ed aiutaci a liberare il mondo da questa piaga&#8221;.<br />
I &#8220;programmi liberati&#8221; potranno beneficiare del logo Tdf: &#8220;TYPICAL DINNER FREE&#8221;. Con i soldi risparmiati dalla mancata cena aiutaremo la riqualificazione professionale di ballerine e suonatori senza più impiego.<br />
Il mondo sarà un posto migliore, vedrai!!</p>
<p>Pietro Lamprati</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradizion.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradizion.wordpress.com/152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=152&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Etiopia: l&#039;inutile obelisco del perdono</title>
		<link>http://terradizion.wordpress.com/2009/09/22/etiopia-linutile-obelisco-del-perdono/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 21:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Lamprati Arrivo ad Axum dopo una mattinata di ritardi aerei che mi hanno svegliato all’alba per poi lasciarmi a ciondolare ore tra i negozi impolverati dell’aeroporto di Gondar. Entro in città arrivando senza accorgermene al parco dei famosi obelischi. Imponenti, altissimi e massicci, li guardo stringendo gli occhi al sole verticale di mezzodì [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=124&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>di Pietro Lamprati</em></p>
</div>
<div><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradizion.wordpress.com/2009/09/22/etiopia-linutile-obelisco-del-perdono/"><img src="http://img.youtube.com/vi/-nE4inlA7M8/2.jpg" alt="" /></a></span></div>
<div></div>
<div>
<p style="text-align:justify;">Arrivo ad Axum dopo una mattinata di ritardi aerei che mi hanno svegliato all’alba per poi lasciarmi a ciondolare ore tra i negozi impolverati dell’aeroporto di Gondar. Entro in città arrivando senza accorgermene al parco dei famosi obelischi. Imponenti, altissimi e massicci, li guardo stringendo gli occhi al sole verticale di mezzodì e quasi non mi accorgo di un grande cartellone sul lato opposto: “Italian and Ethiopian people’s will be friendship forever.”<span id="more-124"></span><br />
Ho l’impressione sia la frase scritta da un bambino delle elementari per celebrare il primo anno di lezioni d’inglese in onore di qualche lontano amico italiano. Poi ricordo….. l’obelisco Axumita!! Glielo abbiamo riportato dopo più di 70 anni, da Roma!!! Mi confermano che da poco è stato rimesso in piedi da un’impresa italiana (la Lattanzi) in collaborazione con un’impresa locale.<br />
La storia è interessante. Nel 1937 Mussolini spedisce in Italia questa enorme stele come trofeo di guerra insieme ad al Leone di Giuda e a tanti altri. Nel 1956 ricompare nei trattati di pace ma da Roma non si muove. L’azione diplomatica Etiope si fa più pressante dopo il regime del DERG finito di 1991, finché nel luglio del 2002, il Consiglio dei Ministri conferma la volontà dell’Italia di restituire il maltolto finanziando la prima parte del lavoro di smontaggio. I lavori si concludono nel 2008 con un bel saldo di 7 milioni di €.<br />
Entro nel parco delle steli per vedere più da vicino questo oggetto del contendere. In effetti è altissimo, non lo avevo mai visto quando stava a Roma. La storia dice che prima della trasferta italica giacesse a terra in pezzi. Si pensa rappresentasse una lapide o qualcosa del genere: sotto o nelle immediate vicinanze si aprono i passaggi che portano alle tombe dei re Axumiti. Ma in realtà tutta l’area è ricchissima di reperti: si stima che sia stato scoperto solo il 2% di tutto il patrimonio che ancora giace sottoterra. Non ci sono soldi e tutto resta dov’è (o quasi).<br />
Mi avvicinano un paio di ragazzini  mostrandomi il prezioso contenuto che portano in mano: due monete. Sono axumite del 4 secolo d.c. (come scoprirò in seguito), come quelle conservate nel museo archeologico qui accanto. I contadini trovano monete come queste coltivando le terre dei dintorni!! Sapevo di questa storia e inizio una estenuante contrattazione che si concluderà qualche ora dopo, di fronte alla chiesa dell’Arca dell’Alleanza:  i mercanti nel tempio!!</p>
<p style="text-align:justify;">Passo la giornata negli altri luoghi d’interesse che la mia lonely planet romanza: le varie chiese del complesso dell’Arca, il museo delle corone ricco di incredibile reperti ammassati senza grande cura in opache vetrinette. Il custode sfoglia senza capire un libro in pelle di pecora dell’anno mille! Gli sorrido decidendo che per oggi di storia antica e recente non ne voglio più sapere.</p>
<p style="text-align:justify;">La cosiddetta città vecchia di Axum è un piccolo reticolo di strade di terra sconnesse, i bambini salutano, rimproverati dai vecchi che non amano fare la parte degli indigeni da fotografare come zebre (bravi!). Al centro si apre una piazza dominata da un enorme albero ombroso. Qui si radunano le persone a chiaccherare, a pregare e, come scopro, ad incontrare gli stranieri. E’ difficile stare da soli in Etiopia, direi impossibile. Più che richieste di soldi o altro, è una ingennua curiosità a spinge re soprattutto i bambini a fermare i turisti per la strada. Cado volentieri nel loro accerchiamento e vengo trascinato a casa di Annette, una bambina di 11 anni. Vuole studiare e diventare oculista, mi mostra le pagelle con il suo buon rendimento. In casa non c’è nulla se non pochissimi oggetti malmessi. Prendo il caffè, con la madre, in questa baracca dai muri di terra,e coperta di lamiere mentre la figlia mi racconta la loro storia. Il caffè è buono anche se  molto rischioso per il mio stomaco. Mi dico che non può andarmi male. Ma le parole si asciugano in bocca quando parli con chi non ha niente e le distanze troppo ampie non si colmano in un’ora, ci va tempo. Me ne esco con un piccolo oggetto di artigianato e mille pensieri pesanti nella testa.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ ormai buio, cammino per la strada verso il mio hotel che so essere sulla collina oltre gli obelischi. Accompagnato dagli immancabili bambini, mi compare davanti un albero di natale. Mi avvicino meglio e scopro che è il mio <em>Obelisco Roma</em> illuminato come una fontana musicale: luci cangianti rosso, giallo, blu. Tutti’intono il buio, compresi gli altri obelischi. Nei sette milioni di euro ci sarà stata sicuramente una voce di spesa per includere il magnifico lavoro di un “light designer” che ha trasformato il monolite in un cubo da discoteca all’aperto. Complimenti!</p>
<p style="text-align:justify;">Mi guardo intorno, e mi chiedo a quanti Axumiti freghi qualcosa di questa stele in più. La restituzione di un bottino di guerra è sicuramente un nobile gesto, forse tardivo, a riparazione di un orgoglio nazionale ferito…..ma questa parole mi rimbalzano vuote in testa. Chi davvero ha avuto riparazione da questo gesto? Qualche governante, forse, arricchito dalla commessa finanziata UNESCO. Osservo la carnevalata italiana nel buio dell’Africa e mi chiedo quante cose si sarebbero potute fare con tutti i quei soldi, in questa terra dove lo stipendio medio è di centocinquanta euro al mese.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi chiedo che cosa  se ne farà Annette della nuova “Stele Roma” illuminata come la FNAC a Natale? Vuole diventare oculista. Forse per permettere ai cittadini di Axum di riconoscere, anche da lontano, questo inutile monumento al perdono.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" title="DSCN4279" src="http://viaggi.trigomiro.net/wp-content/uploads/2009/09/DSCN4279-225x300.jpg" alt="DSCN4279" width="225" height="300" /></p>
</div>
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		<title>Etiopia: il soldo della pietà</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Lamprati settembre 2009 Viaggiando attraverso paesi meno sviluppati che qualcuno potrebbe definire del 2° e 3° mondo (quando è partita la gara per il primo posto?), ritrovo costante l’incontro con i bambini più o meno poveri. “Hallo Mister, Hallo!!” Molti sono solo curiosi, i più, chiedono soldi, caramelle, biro. E’ ovvio che a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=90&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-180" title="DSCN4264" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/dscn4264.jpg?w=370&#038;h=277" alt="DSCN4264" width="370" height="277" /></p>
<p style="text-align:left;"><em>di Pietro Lamprati</em></p>
<p style="text-align:left;">settembre 2009<em><br />
</em></p>
<p style="text-align:left;">Viaggiando attraverso paesi meno sviluppati che qualcuno potrebbe definire del 2° e 3° mondo (quando è partita la gara per il primo posto?), ritrovo costante l’incontro con i bambini più o meno poveri. “Hallo Mister, Hallo!!”</p>
<p style="text-align:left;">Molti sono solo curiosi, i più, chiedono soldi, caramelle, biro. E’ ovvio che a precedermi sono state scellerate consuetudini di qualche turista che, per sopire la stretta al cuore, ha allungato qualche moneta. Un modo veloce ed indolore per cancellare in un attimo il senso di colpa. Qualche soldo per comperare in un sol colpo un bel sorriso, una bella foto ed una coscienza pulita.</p>
<p style="text-align:left;"><span id="more-90"></span></p>
<p style="text-align:left;">Ma per fortuna scopro che, col passare del tempo e con la maggiore consapevolezza derivante da teorie e pratiche di turismo responsabile, queste abitudini si stanno piano piano riducendo. Di pari passo aumenta l’ingegnosità dei più poveri nel riuscire ad ottenere qualche spicciolo dai forestieri.</p>
<p style="text-align:left;">Le tecniche di “intortamento” sono le più disparate. Le più banali sono basate sulla leva all’umana pietà e raccontano di situazioni di solitudine e di fame. Più elaborate sono quelle relative all’istruzione: il bisogno di libri e materiali scolastici.</p>
<p style="text-align:left;">Ma l’ingegnosità infantile può raggiungere alte vette. Ricordo un bellissimo esempio accadutomi nella medina di Fez in Marocco. Prima della richiesta di soldi, l’intortamento prevedeva lunghe ed estenuanti storie che variavano in base alla nazionalità del turista. Nel mio caso, l’intelligentissimo bambino affermava di avere un cugino in Italia che stava frequentando con successo un corso di perfezionamento di mandolino. Serviva un contributo da inviare al parente lontano per potersi diplomare… Bravissimo! Avrei voluto premiare il giovane autore di questo intelligente collegamento che lo univa ad improbabili elementi della tradizione italica.</p>
<p style="text-align:left;">Ma il Nobel lo assegno senza ombra di dubbio ai bambini di Lalibela, in Etiopia. All’uscita dalle famose chiese rupestri mi avvicina  un gruppo di bimbi. Il più piccolo di questi ha un euro in mano e mi chiede di poterglielo cambiare in birr. Non essendo un’elemosina, prendo l’euro e consegno al bambino il corrispettivo in moneta locale applicandogli un bel cambio favorevole (vuoi mica approfittare di un bambino sul cambio!!??).</p>
<p style="text-align:left;">Continuo per la mia strada quando un altro, un po’ più grandicello mi affianca con fare amichevole. Dopo i saluti di rito, mi mostra una piccola collezione di monete internazionali: un dollaro, una sterlina, etc. Gli manca proprio l’euro e vorrebbe completare la sua collezione con la nostra nobile moneta che per caso mi ritrovo in tasca.</p>
<p style="text-align:left;">Un genio!! Bravo, vorrei dirgli “bravo, davvero, sei un artista!!”.</p>
<p style="text-align:left;">Sorrido, mi dispiace non cedere alla tentazione di stare al gioco. Il dispiacere si fa tristezza negli occhi grandi e dolci che muovono a pietà. E’ difficile trattenersi. So bene che quei soldi non lo aiuterebbero se non per un breve istante, so bene che probabilmente non rimarranno a lui, so bene che sono altre le via per fare davvero il suo di bene.</p>
<p style="text-align:left;">So tutte questa c___o di cose. Ma siamo lui ed io.</p>
<p style="text-align:left;">Trattengo il colpo al cuore. Mi sforzo di non incrociare il suo sguardo. Alzo la mano e lo saluto con un sorriso. Lui rimane li ed io, più vuoto, torno nel mio mondo dorato, cercando di capire dove sta la giutizia ultima.</p>
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		<title>Etiopia: Lalibela la Petra d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 15:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro lamprati settembre 2009 Arrivo da Axum con un volo interno di circa 40 minuti, con in testa il mito di Lalibela, questa antica città, le cui incredibili chiese rupestri sono state descritte come autentiche meraviglie, scavate a mano nella roccia. Un lavoro incredibile, quasi miracoloso compiuto da un esercito di persone in più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=55&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-189" title="mistic" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/mistic1.jpg?w=510" alt="mistic"   /><em>di Pietro lamprati</em></p>
<p style="text-align:justify;">settembre 2009</p>
<p>Arrivo da Axum con un volo interno di circa 40 minuti, con in testa il mito di Lalibela, questa antica città, le cui incredibili chiese rupestri sono state descritte come autentiche meraviglie, scavate a mano nella roccia. Un lavoro incredibile, quasi miracoloso compiuto da un esercito di persone in più di trent&#8217;anni intorno all&#8217;anno 1000. Vista la stupefacente raffinatezza qualcuno afferma che il capolavoro abbia qualcosa di divino.<span id="more-55"></span></p>
<p>Arrivo di domenica mattina, la messa all&#8217;aperto è ancora in corso. Come al solito è impossibile passare inosservati e vengo indirizzato verso un nuovo complesso in cui troneggiano le targhe UNESCO: Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità. Dopo una veloce perquisizione (ne avrò passate almeno una decina in questo viaggio),  scendiamo nel sito.</p>
<p>Ma anzichè essere colpito da questo incredibile luogo di culto, rimango senza parole per una modernissima copertura. In mezzo all&#8217;edificio scavato nel tufo rosso fino ad una profondità di 20 metri, svettano quattro orribili pilastri che poggiano su enormi basi di cemento. Reggono una struttura tubolare, una specie di tetto a copertura della chiesa stessa. Dai margini di questa tettoia &#8220;spaziale&#8221; partono otto grondaie in PVC, come gambe di una nave marziana!!</p>
<p>Senza voler fare i romantici, contrari ad ogni apporto modernistico, si potrebbe oggettivamente definire l&#8217;intervento UNESCO una VACCATA TERRIFICANTE!!!!! Ad onor del vero si deve precisare che esisteva una precedente copertura in legno e lamiera che non credo fosse uno spettacolo. Ma dovendo intervenire, penso che anche un geometra neodiplomato avrebbe potuto fare qualcosa di meglio&#8230;.</p>
<p>Incredulo, cerco di cancellare mentalmente la bruttura ed apprezzare questo suggestivo luogo di culto. Ma è difficile e facendo le foto mi dico che, tornato a casa,  potrei cancellare  con Photoshop almeno le grondaie! E così che mi cade l&#8217;occhio su una di esse e leggo: &#8220;Plastimec PCV Edilizia&#8230;&#8221;. Mi informo meglio su questa nota italica del progetto e scopro che il tutto è stato realizzato da ITALIANI!!!! Nooooooooooo&#8230;&#8230;</p>
<p>Ed invece si, tutto italiano, architetti, imprese materiali. Sembra che un&#8217;azienda di Verona abbia realizzato questo miracolo di sostenibilità in un anno circa. Complimenti! Mi riprometto di approfondire l&#8217;argomento con l&#8217;ambasciata italiana attraverso il mio corrispondente.</p>
<p>Come le mille domande che mi girano in testa, proseguo in un dedalo di infiniti passaggi e tunnel che collegano le varie chiese. Tutto è ancora originale: pesanti porte che chiudono piccoli spazi, alte colonne affrescate, ampi drappeggi a proteggere ciò che di più sacro è custodito: il Tabot, la copia dell&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>Un prete paziente custodisce ogni chiesa, sorride e saluta all&#8217;arrivo del visitatore. Qui, aimè, si rappresenta una piccola scenetta. All&#8217;arrivo del turista armato fino ai denti di macchina foto/cannone telescopico, il prete esce di scena per ricomparire subito in abiti sacri, crocifissone d&#8217;oro e bastone d&#8217;ordinanza. A protezione della tempesta di flash che a breve gli pioverà addosso dal gruppo, inforca con gesto plastico, un bel paio di occhiali da sole avvolgenti, &#8220;tipo Elvis&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ok ragazzi sparate pure!!&#8221; sembra voler dire&#8230;.La scena è comica ma nessuno sembra stupirsi più di tanto. Evito di partecipare al bombardamento, esco, alzo gli occhi ed invoco qualcuno lassù che dia una mano a questi poveri preti. Scopro felice che sopra a questa uscita non arriva l&#8217;italica copertura. Miracolo!! Qualcuno lassù ancora mi ascolta!</p>
<p>Continuo più sollevato, entro nel buio della chiesa principale, gli occhi fanno fatica ad abituarsi alla poca luce dell&#8217;interno. Dalla penombra emerge un gruppo di persone ed un sacerdote in mezzo a loro che compie uno strano rito. Usa una grande croce d&#8217;oro massiccio (scoprirò essere il simbolo della città), spalmandola sui corpi doloranti dei fedeli come una saponetta. Mi nota, mi guarda meglio e scopre sul mio braccio le cicatrici di un recente incontro con le meduse. Senza esitazioni ci da una bella passata accompagnando il gesto con una incomprensibile formula.</p>
<p>Ha uno sguardo serio, concentrato, gli occhi intensi, buoni. &#8220;God bless you&#8221;, allarga un enorme sorriso che contagia tutto il suo viso ed anche il mio. Mi ritrovo a guardare la mia ferita ed a stupirmi di trovarla ancora come prima. Per un attimo sono davvero convinto dei benefici del misterioso rito. Pensandoci, perchè non crederci, perchè non lasciare spazio alla possibilità, alla magia? L&#8217;oggettività ed il realismo sembrano avere meno valore in questi antichi luoghi.</p>
<p>Incrocio lo sguardo di un anziano signore che sembra rispondere alle mie domande con un bel sorriso rassicurante. Continua a leggere ed a pregare come molto altri, come se recitassero una specie di rosario. L&#8217;atmosfera è fatta da una quiete immobile e pacifica. Vorrei avere il tempo per fermarmi, riempire i polmoni di quest&#8217;aria di antica e profonda spiritualità, ascoltare gli echi delle moltitudini di persone che fin qui son venute.</p>
<p>Arrivo all&#8217;ultima di queste meraviglie, passeggio intorno al vuoto da cui emerge, in basso, la chiesa di San Giorgio. Scendo fino in fondo a guardare la porzione di cielo tra le pareti dell&#8217;edificio e quelle uguali da cui è estratto.  Mi siedo e penso che anche il viaggiatore più consumato non può comprendere il significato ultimo di un luogo come questo. Ci è concesso intuire ciò che qui è rappresentato, assaporarne il gusto ed osservarne, prudenti i misteriosi riti.</p>
<p>Qui a Lalibela è come se l&#8217;uomo avessero scavato il tufo rosso, come le sue carni, per sottrarre il materiale inutile e far emergere la sua essenza, il suo credo, forse la sua parte migliore, rappresentata dalla spiritualità di queste antiche chiese.</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-191" title="lalibela" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/lalibela.jpg?w=510" alt="lalibela"   /><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradizion.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradizion.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=55&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Etiopia: Axum mistic</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 19:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle 4,45 sono in piedi, forse già in ritardo. Non lo so con certezza: secondo l&#8217;orologio etiope e&#8217; quasi mezzanotte e secondo il calendario Gregoriano e&#8217; il 2 di Gennaio. Mi portano, ancora assonnato, ad una cerimonia religiosa nella piazza di Axum vicino al parco degli obelischi. Una gran folla e&#8217; radunata in cerchio: gli uomini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=48&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradizion.wordpress.com/2009/09/12/etiopia-axum-mistic/"><img src="http://img.youtube.com/vi/rEJfPzkcvmM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Alle 4,45 sono in piedi, forse già in ritardo. Non lo so con certezza: secondo l&#8217;orologio etiope e&#8217; quasi mezzanotte e secondo il calendario Gregoriano e&#8217; il 2 di Gennaio.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi portano, ancora assonnato, ad una cerimonia religiosa nella piazza di Axum vicino al parco degli obelischi. Una gran folla e&#8217; radunata in cerchio: gli uomini da una parte e le donne dall&#8217;altra.  In centro i sacerdoti, coperti da luccicanti ombrelli da cerimonia iniziano a muoversi in processione, portando con se un misterioso parallelepipedo ricoperto da paramenti preziosi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span id="more-48"></span></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza!! Solo una copia in realtà. L&#8217;originale secondo la tradizione si trova proprio qui ad Axum, conservato in una piccola chiesa tra le due più grandi di Santa Maria di Sion. La leggenda  vuole che la regina di Saba, affascinata dai racconti su Re Salomone riportati dai commercianti, abbia intrapreso un viaggio per conoscere il mitico reggente. Da questo incontro nacque Menelik che, cresciuto in terra Etiope e tornato a Gerusalemme per poter finalmente conoscere il padre, tornò in  patria con la famosa Arca contenente le tavole di Mose&#8217;. Ora in ogni chiesa ne e&#8217; consacrata una copia che ad Axum viene portata in processione nelle grandi occasioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa notte e&#8217; una di quelle. Tutti sono vestiti in bianco tranne qualche occidentale, come me, che quindi viene riconosciuto all&#8217;istante. Nonostante questo un anziano signore mi consegna la mia candela. Alla luce di mille fiammelle la lunghissima processione parte quando ancora e&#8217; buio. I sacerdoti, con i ricchi vestiti del rito, intonano misteriosi canti in <em>ghez,</em> l&#8217;antica lingua locale da cui e&#8217; nato anche l&#8217;attuale Amarico. E&#8217; un po&#8217; come il nostro latino, sono in pochi a conoscerlo anche se tutti sembrano aver imparato a memoria le parole di queste litanie.</p>
<p style="text-align:justify;">Cammino cercando di confondermi tra la folla. Accanto a me l&#8217;Arca ed il suo misterioso contenuto. Le donne sono in fondo, tantissime. Siamo un fiume di gente. L&#8217;atmosfera e&#8217; densa e calda, le centinaia di sagome bianche camminano lente attraverso la città buia, immobile. Al passare del corteo tutti si segnano con deferenza per poi aggregarsi velocemente.</p>
<p style="text-align:justify;">Seguo anche io, accanto ai sacerdoti, scopro che il misterioso rito e&#8217; in realtà una Messa. Lascio in tasca la mia macchina foto ed in silenzio l&#8217;atmosfera mi trascina in fondo,  in basso verso la mia spiritualità. Pensandoci, sono anche io Cristiano. Ero bambino quando seguivo una processione simile accanto ai preti la domenica delle Palme. La primavera era già arrivata  e, vestito da chierichetto, portavo in giro per il paese il turibolo dell&#8217;incenso controllando che non si spegnesse. In realtà del rito non sapevo nulla ma mi piaceva la socialità dell&#8217;evento: la gente, gli amici, il paese in festa. Ritrovo qui le stesse atmosfere caricate del misticismo di una cerimonia misteriosa e notturna in terra africana.</p>
<p style="text-align:justify;">I pensieri si affollano nella mente assonnata quando mi accorgo di essere ritornato di nuovo nella piazza di partenza. Sta schiarendo e le candele sono ormai spente, ritorna più definita la realtà, ritorno di nuovo adulto, italiano, in mezzo all&#8217;Etiopia. Mi rimane in bocca l&#8217;impressione di aver perso qualcosa nella mia vita, il legame di un rito, di una comunità come questa, vicina e solidale sebbene povera. Ma il più povero di tutti oggi,  mi sa che sono io.</p>
<p style="text-align:justify;">Pietro Lamprati</p>
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<p><img class="aligncenter size-full wp-image-195" title="misticaxum" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/misticaxum.jpg?w=510" alt="misticaxum"   /></p>
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		<title>La terrazza di Gondar 70 anni dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Seduto in terrazza nel centro di Gondar godo dell&#8217;ultimo sole di una giornata di viaggio. 70 anni fa la stessa scena: italiani in terrazza a prendere caffè. Erano anche loro italiani, ma soldati occupanti. Dalla terrazza ammiravano lo stesso panorama sottostante fatto di palazzi in stile littorio. Ancora oggi distinguo il Palazzo delle Poste e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradizion.wordpress.com&amp;blog=9705067&amp;post=38&amp;subd=terradizion&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-197" title="DSCN4151" src="http://terradizion.files.wordpress.com/2009/09/dscn4151.jpg?w=510" alt="DSCN4151"   /></p>
<p>Seduto in terrazza nel centro di Gondar godo dell&#8217;ultimo sole di una giornata di viaggio.</p>
<p>70 anni fa la stessa scena: italiani in terrazza a prendere caffè. Erano anche loro italiani, ma soldati occupanti.</p>
<p>Dalla terrazza ammiravano lo stesso panorama sottostante fatto di palazzi in stile littorio. Ancora oggi distinguo il Palazzo delle Poste e l&#8217;Hotel Etopia (gli e&#8217; caduta una lettera) nel loro inconfondibile stile fascista. In lontananza i palazzi di Fasiladas, Imperatore del 1630 che qui volle la sua nuova capitale. Un complesso di castelli di cui i viaggiatori dell&#8217;epoca raccontano di feste e banchetti suntuosissimi, sede di una grandissima corte, le cui leggende hanno portato Gondar ad essere soprannominata la Camelot d&#8217;Africa. In quegli stessi palazzi gli italiani di stanza qui, fissarono il loro quartier generale all&#8217;interno del ghebi&#8217; imperiale.</p>
<p><span id="more-38"></span></p>
<p>70 anni dopo visitando questi luoghi non posso non ripensare a ciò che i miei compatrioti hanno fatto qui. Il centro della città e&#8217; tutto &#8220;nostro&#8221;. In altre situazioni potrei provare orgoglio&#8230;un misto di vergogna e timore mi coglie ripensando alle barbarie commesse qui dai soldati italiani.</p>
<p>Qualcuno potrebbe ribattere con la favola che il governo fascista in Etiopia ha costruito strade ed infrastrutture, palazzi e servizi. Ma e&#8217; solo un&#8217;improbabile lettura destroide della storia. Ne parla dettagliatamente Matteo Dominioni ne &#8220;Lo sfascio di un&#8217;impero, gli italiani in Etiopia 1936-1941&#8243;. E&#8217; solo grazie all&#8217;Imperatore Selassie&#8217; ed alla sua politica di riappacificazione che i segni della presenza italiana in Etiopia sono ancora così forti. Tutti i palazzi italiani  non possono ricompensare uno solo dei misfatti commessi qua nei 5 anni di occupazione.</p>
<p>E nonostante questo, io italiano, son qui, a viaggiare per l&#8217;Abissinia, per promuovere le sue atmosfere meravigliose agli stessi italiani a cui con tanti anni fa, questa stessa terra era stata promessa. Ed anzichè respingermi alla frontiera a calci nel culo (come facciamo noi con gli immigrati), ora vengo accolto  con tutti gli onori e rispettato.</p>
<p>Ci hanno perdonato gli uomini ma la storia no.</p>
<p>Pietro Lamprati</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradizion.wordpress.com/2009/09/10/la-terrazza-di-gondar-70-anni-dopo/"><img src="http://img.youtube.com/vi/gY-YMxxgS2o/2.jpg" alt="" /></a></span>
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