L’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié è una delle figure più celebri e discusse della recente storia africana. Non è facile dare un giudizio esauriente ed oggettivo. Cercherò di riassumere in breve la sua vita proponendo alcune analisi frutto della lettura di più testi, dallo studio della storie africana ed etiope e da un recente viaggio in “abissinia”.
Tafari Maconnen, questo i suo vero nome sale al trono imperiale nel 1930 con il nome di Hailé Selassié. Le cronache riportano che tramò la sua ascesa contro il cugino Ligg Jasu allora reggente dopo Menelik II. La congiura era stata ordita con l’accordo di Italia, Franca ed Gran Bretagna con la scusa di una non confermata conversione dell’imperatore all’Islam. Dopo un periodo di co-reggenza insieme all’imperatrice Zauditù (figlia di Menelik II) durato fino al 1930, con una suntuosissima incoronazione, Ras Tafari diventa l’Imperatore Hailé Selassié I, duecentoventicinquesimo discendente della dinastia Salomonica. La cerimonia attira centinaia di dignitari da tutto il mondo e segna un momento fondamentale nella storia del movimento rastafariano e di tutti i fenomeni culturali che vanno sotto il nome di etiopismo. Leggi il seguito di questo post »
A partire dal 1929 il governo fascista di Benito Mussolini dà inizio al progetto di conquistare un “proprio posto al sole” sulla scia di Gran Bretagna e Francia: l’aspirazione del duce è, in altre parole, quella di avviare una politica imperialista che sia in grado di dare lustro al regime, di conquistare terre ricche di risorse naturali, di ricostruire un impero sullo stile del grande impero romano.
Piove, piove d’autunno quando a Torino si vuole condanare l’estate ad una capitolazione definitiva.

di Pietro lamprati