La controversa figura di Hailé Selassié I

18 01 2010

L’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié è una delle figure più celebri e discusse della recente storia africana. Non è facile dare un giudizio esauriente ed oggettivo. Cercherò di riassumere in breve la sua vita proponendo alcune analisi frutto della lettura di più testi,  dallo studio della storie africana ed etiope e da un recente viaggio in “abissinia”.

Tafari Maconnen, questo i suo vero nome sale al trono imperiale nel 1930 con il nome di Hailé Selassié. Le cronache riportano che tramò la sua ascesa contro il cugino Ligg Jasu allora reggente dopo Menelik II. La congiura era stata ordita con l’accordo di Italia, Franca ed Gran Bretagna con la scusa di una non confermata conversione dell’imperatore all’Islam. Dopo un periodo di co-reggenza insieme all’imperatrice Zauditù (figlia di Menelik II) durato fino al 1930, con una suntuosissima incoronazione, Ras Tafari diventa l’Imperatore Hailé Selassié I, duecentoventicinquesimo discendente della dinastia Salomonica. La cerimonia attira centinaia di dignitari da tutto il mondo e segna un momento fondamentale nella storia del movimento rastafariano e di tutti i fenomeni culturali che vanno sotto il nome di etiopismo. Leggi il seguito di questo post »





Italiani Brava Gente

23 12 2009

In risposta a chi asserisce che la politica coloniale italiana sia stata “buona”, pubblico “Italiani Brava Gente”, documentario trasmesso su La7, in cui si cerca di indagare su crimini di guerra del regime fascista di Mussolini mai ufficialmente annunciati sui media, e dei quali la gente sembra non avere consapevolezza.





La Storia siamo noi. Guerra d’Etiopia

22 10 2009

la-storia-siamo-noiA partire dal 1929 il governo fascista di Benito Mussolini dà inizio al progetto di conquistare un “proprio posto al sole” sulla scia di Gran Bretagna e Francia: l’aspirazione del duce è, in altre parole, quella di avviare una politica imperialista che sia in grado di dare lustro al regime, di conquistare terre ricche di risorse naturali, di ricostruire un impero sullo stile del grande impero romano.
Guarda il video
La Storia siamo noi





finisce qua

29 09 2009
torinoPiove, piove d’autunno quando a Torino si vuole condanare l’estate ad una capitolazione definitiva.
Vabbè.
Apro il mio taccuino per sistemare gli appunti “etiopi”. Spuntano le cartoline che ho comprato nei piccoli aeroporti del paese: la cascata sul Nilo, i castelli di Gondar, la festa del Timkat. Mi accorgo ora di non essere ancora tornato. Ma si sa, con i viaggi, si parte prima e si arriva dopo.
C’era un tempo in cui misuravo la felicità in base al numero di carte d’imbarco collezionate. Confondevo vita e viaggio cercando il futuro di questo mix in qualche territorio d’oltremare. Sembra strano ma è vero: a volte ci va più coraggio a star fermi, a non partire. Leggi il seguito di questo post »




Etiopia: typical dinner free

29 09 2009

TDF

di Pietro Lamprati
Temevo il suo arrivo anche se non ero sicuro sarebbe arrivata. Questa volta nessuno ne aveva parlato ancora. Io ne avitavo l’argomento per scongiurarne l’arrivo, ma qualcosa mi diceva che anche questa volta me l’avrebbero organizzata.
Ma puntuale come la Lufthansa l’ultimo giorno di viaggio è arivata la maledettissima CENA TIPICA!!
Nooooooooooo.
Ne ho fatte a decine ed a decine ho tentato di evitarne dalla Spagna alla Tunisia, dalla Grecia all’Iran sono tutte uguali. Ogni agenzia corrispondente sembra non possa rinunciare a questo pacchianissimo siparietto in cui improbabili tradizioni locali si fondono a pesantissimi piatti. Leggi il seguito di questo post »





Etiopia: l'inutile obelisco del perdono

22 09 2009

di Pietro Lamprati

Arrivo ad Axum dopo una mattinata di ritardi aerei che mi hanno svegliato all’alba per poi lasciarmi a ciondolare ore tra i negozi impolverati dell’aeroporto di Gondar. Entro in città arrivando senza accorgermene al parco dei famosi obelischi. Imponenti, altissimi e massicci, li guardo stringendo gli occhi al sole verticale di mezzodì e quasi non mi accorgo di un grande cartellone sul lato opposto: “Italian and Ethiopian people’s will be friendship forever.” Leggi il seguito di questo post »





Etiopia: il soldo della pietà

16 09 2009

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di Pietro Lamprati

settembre 2009

Viaggiando attraverso paesi meno sviluppati che qualcuno potrebbe definire del 2° e 3° mondo (quando è partita la gara per il primo posto?), ritrovo costante l’incontro con i bambini più o meno poveri. “Hallo Mister, Hallo!!”

Molti sono solo curiosi, i più, chiedono soldi, caramelle, biro. E’ ovvio che a precedermi sono state scellerate consuetudini di qualche turista che, per sopire la stretta al cuore, ha allungato qualche moneta. Un modo veloce ed indolore per cancellare in un attimo il senso di colpa. Qualche soldo per comperare in un sol colpo un bel sorriso, una bella foto ed una coscienza pulita.

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Etiopia: Lalibela la Petra d’Africa

16 09 2009

misticdi Pietro lamprati

settembre 2009

Arrivo da Axum con un volo interno di circa 40 minuti, con in testa il mito di Lalibela, questa antica città, le cui incredibili chiese rupestri sono state descritte come autentiche meraviglie, scavate a mano nella roccia. Un lavoro incredibile, quasi miracoloso compiuto da un esercito di persone in più di trent’anni intorno all’anno 1000. Vista la stupefacente raffinatezza qualcuno afferma che il capolavoro abbia qualcosa di divino. Leggi il seguito di questo post »





Etiopia: Axum mistic

12 09 2009

Alle 4,45 sono in piedi, forse già in ritardo. Non lo so con certezza: secondo l’orologio etiope e’ quasi mezzanotte e secondo il calendario Gregoriano e’ il 2 di Gennaio.

Mi portano, ancora assonnato, ad una cerimonia religiosa nella piazza di Axum vicino al parco degli obelischi. Una gran folla e’ radunata in cerchio: gli uomini da una parte e le donne dall’altra.  In centro i sacerdoti, coperti da luccicanti ombrelli da cerimonia iniziano a muoversi in processione, portando con se un misterioso parallelepipedo ricoperto da paramenti preziosi.

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La terrazza di Gondar 70 anni dopo

10 09 2009

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Seduto in terrazza nel centro di Gondar godo dell’ultimo sole di una giornata di viaggio.

70 anni fa la stessa scena: italiani in terrazza a prendere caffè. Erano anche loro italiani, ma soldati occupanti.

Dalla terrazza ammiravano lo stesso panorama sottostante fatto di palazzi in stile littorio. Ancora oggi distinguo il Palazzo delle Poste e l’Hotel Etopia (gli e’ caduta una lettera) nel loro inconfondibile stile fascista. In lontananza i palazzi di Fasiladas, Imperatore del 1630 che qui volle la sua nuova capitale. Un complesso di castelli di cui i viaggiatori dell’epoca raccontano di feste e banchetti suntuosissimi, sede di una grandissima corte, le cui leggende hanno portato Gondar ad essere soprannominata la Camelot d’Africa. In quegli stessi palazzi gli italiani di stanza qui, fissarono il loro quartier generale all’interno del ghebi’ imperiale.

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